Mostra Vivi l'Arno

Fiume Pulito Fiume Sicuro

In Europa c’è un solo grande fiume, l'Arno, con acque pulite non più inquinate da reflui urbani o industriali. È il nostro Arno che vede oggi aperti, dopo 50 anni di attesa, i grandi cantieri della sicurezza da alluvioni devastanti come quella del 1966.

Sono due obiettivi storici raggiunti e consolidati nell’ultima legislatura regionale e motivi di orgoglio per la nostra regione.
È finita l'epoca medievale degli scarichi nel fiume. Era una pratica che si trascinava da secoli, nonostante le promesse di tutto il Novecento e fino al maggio del 2014, il mese in cui entrò in funzione il nuovo “collettore” che iniziò a trasferire le ultime acque di scarico che finivano nel fiume degli ultimi 140 mila abitanti della riva sinistra di Firenze nel grande depuratore di San Colombano. Grazie all’impegno della Regione, dei Comuni e di Publiacqua, Nuove Acque di Arezzo e Acque di Pisa si è messo fine ad una storica emergenza lasciandola nei nostri libri di storia superando numerosi ostacoli di natura tecnica e burocratica, evitando le pesanti sanzioni europee che colpiscono altre aree urbane italiane e si tradurranno in aumenti di tasse.

Oggi il trattamento delle acque per l’approvvigionamento idrico e per la depurazione in impianti di avanguardia in Toscana sono un’eccellenza europea. L'investimento e l'impegno sono costanti per garantire la qualità dell'ecosistema fluviale e la fruibilità con una manutenzione delle rive del fiume mai vista in precedenza e affidata al Consorzio di bonifica. La pulizia e la sicurezza dell’Arno sono frutto di volontà e di sapere, di un vero e proprio ‘umanesimo del fiume’. Anche questa cura del bene comune non la ritroviamo altrove.
Il nostro Arno, per lunghi tratti, è un modello di biodiversità e di ecosistemi naturali, e i processi di bio-depurazione sono in corso. Faremo di più, recuperando la nostra grande cultura fluviale, in parte perduta, come uno degli elementi della modernità e del futuro sostenibile di una regione e città come le nostre, a forte vocazione ecologica e culturale. In mostra c’è l’idea del definitivo recupero del rapporto tra i cittadini e l’Arno. La mostra permetterà di ‘vedere’ e conoscere le tre tratte del fiume, del territorio aretino, fiorentino e pisano, con le attività che lo caratterizzano e le opere in corso per la messa in sicurezza.

Nella memoria di Firenze resterà indelebile la data del 4 novembre del 1966 quando iniziò l’alluvione che commosse e mobilitò il mondo, e lo sorprese con l’arrivo degli “angeli del fango”. Da allora il fiume diventò minaccia e nemico. Per decenni abbiamo sperato nei finanziamenti per le opere di sicurezza da eventi di quella tipologia. Tante volte sono arrivati Ministri che promettevano ma subito dopo rinviavano.

Piena del fiume Arno a Firenze

La svolta della sicurezza è arrivata solo nel 2015, grazie agli investimenti della struttura di missione “Italiasicura”. Con loro, e insieme alla Regione Toscana e ai Comuni, è stata coordinata la messa a cantiere dei grandi lavori attesi e immaginati dal lontano 1967. Le opere sono in corso, la Regione le sta gestendo e monitorando e ridurranno fortemente il rischio alluvione. Affiancheranno le prime difese dovute alla capacità di laminazione della diga di Bilancino sul Mugello e al rialzo delle “spallette” a Firenze. L’obiettivo è frenare ogni onda di piena a monte della Toscana Centrale, trasferendo almeno 40 milioni di metri cubi di acque di piena in aree di esondazione controllate dove “immagazzinarle” in sicurezza. La protezione delle nostre città è un sistema che prevede 4 grandi “casse di espansione” tra Figline e Reggello (Pizziconi, Restone, Prulli e Leccio), l’adeguamento e il rialzo della diga di Levane. L’investimento complessivo in corso è di 120 milioni di euro, con la previsione di altri 80 milioni per altre opere in progettazione, sull’asta della Sieve. I cantieri procedono con i ritmi giusti, e la fine dei lavori è prevista nel 2022. Nel frattempo, però, parte degli interventi programmati, come la cassa di espansione di Pizziconi, sono già conclusi, altri sono in uno stato di avanzamento importante, e questo rassicura.

L’evento che inizierà il 4 novembre vedrà anche un incontro con gli angeli del fango che aiutarono la Toscana in quei mesi terribili del 1966. Un movimento spontaneo che mise in marcia l’onda giovanile che segnò il Sessantotto e l’avvio delle grandi associazioni e della stessa protezione civile.

  • FIRENZE 04–21 NOVEMBRE 2019
  • ORARIO 10-13 e 15-19. Sabato 10-13 | INGRESSO GRATUITO
  • SPAZIO ESPOSITIVO CARLO AZEGLIO CIAMPI Via de’ Pucci, 16 Firenze
  • ZAP – ZONA AROMATICA PROTETTA Vicolo di Santa Maria Maggiore, 1 Firenze

Giovedì 21 novembre, alle ore 15.30, si terrà l’incontro “La navigabilità dell’Arno: progetti ed esperienze”. Questi gli interventi: Progetto per un natante turistico in Arno, Enzo Ademollo - Canottieri Firenze | In canoa da Firenze a Pisa (Progetto “Navigarno”), Giancarlo Fianchisti – Canottieri Firenze | Il bacino remiero di Roffia: fra sport e difesa delle alluvioni, Enzo Ademollo – Canottieri San Miniato | I progetti di navigabilità del Comune di Firenze, Marcello Cocchi – Comune di Firenze

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